Ricette cocktail con Whisky

Colore: giallino, bruno, arancio | Gradazione: tra i 46° ed i 62°
Sofisticato e solo per i veri intenditori, il whisky è ricavato della distillazione di vari cereali (l'orzo spesso è fatto germinare e trasformato in malto), lasciata poi invecchiare in botti di legno di quercia (2-3 anni per essere messo in commercio, fino a 10-12 anni). Si produce in varie parti del mondo ma, potremmo identificare la Scozia come la sua patria. Le materie prime utilizzate sono: l'acqua sorgiva, i cereali (segale, grano, mais ed orzo), la torba (utilizzata per essiccare il malto e impregnarlo di aromi e gusti torbati tipici del single malt whisky) e il lievito. Esistono varie tipologie di Whisky a seconda del luogo di produzione e dei metodi di lavorazione: Bourbon whiskey, Canadian whisky, Irish whiskey, Rye whiskey, Scotch whisky, Tennessee whiskey. Bere un buon whisky, assume i toni del rito. Servitelo ad una temperatura tra 18-20°C in un bicchiere a tulipano col gambo corto. Importante è anche la trasparenza del bicchiere, per poterne leggere il colore, svelando il livello di invecchiamento e le occhiate sul bordo, indice di corposità. I veri intenditori tra un sorso e l'altro coprono il bicchiere per evitare il contatto con l'aria e mantenere intatte le caratteristiche. Limitate l'uso del ghiaccio: tende a "chiudere" gli aromi e se fatto con l'acqua del rubinetto, rilascia il cloro, rovinandone il gusto. Un olfatto non allenato potrebbe non apprezzare questo complesso distillato. Una volta imbottigliato non invecchia più, ma si conserva molto bene se tenuto in posti bui e freschi. Riportiamo come curiosità il fatto che, quasi tutte le botti utilizzate per la produzione di whisky, sono state in precedenza utilizzate per la produzione di bourbon o sherry, mantenendo nel profondo gli aromi di questi liquori.

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