Ricette cocktail con Assenzio

Colore: varie gradazioni di verde | Gradazione: tra i 45° ed i 75°
L'assenzio ha una storia talmente particolare, che vale la pena accennarla. Basti pensare che tra i suoi estimatori figurano elementi di spicco come Rimbauld, Van Gogh, Boudelaire, Edgar Allan Poe e tanti altri. considerato da molti un liquore, in realtà l'assenzio dovrebbe essere classificato come un distillato ad alta gradazione alcolica, dall'aroma di anice e derivato da fiori e foglie dell'assenzio maggiore (Artemisia Absinthium). L'assenzio, originariamente, non veniva mai bevuto puro, ma aggiungendo acqua ghiacciata in rapporto di 3:1 fino a 5:1, e una zolletta di zucchero. Questo tipo di preparazione divenne nel tempo un vero e proprio rito, tanto da prevedere l'uso di appositi bicchieri e cucchiai forati, utilizzati anche per mescolare la bevanda. Non tutto l'assenzio è verde. Considerando che in un vero assenzio la fase più delicata e complessa è proprio la colorazione, va da sé che gran parte degli assenzi colorati di verdi sgargianti e cristallini non siano vero assenzio, ma qualche pericoloso surrogato che già in passato circolava. I colori vanno dal giallino fino al verde smeraldo. Alcuni in passato venivano lasciati addirittura incolore, soprattutto dopo la messa al bando, perché più facili da contrabbandare. Si possono riassumere sinteticamente le caratteristiche del vero assenzio: deve essere distillato; con gradazione tra i 45 e i 75 gradi; deve intorbidire con aggiunta di acqua ghiacciata; deve contenere assenzio e semi di anice verde (e non stellata); deve avere un sapore complesso e bilanciato tra tutti gli ingredienti. L'assenzio è vittima di una vera e propria leggenda, che lo ha portato alla messa al bando per molti anni, ma probabilmente deve proprio a questo, il suo fascino. Per molto tempo, infatti, si è ritenuto che un'eccessiva dose di assenzio, conducesse ad effetti peggiori rispetto a quelli provocati da altri tipi di alcool. La sostanza considerata colpevole è il tujone, contenuto nell'olio essenziale di Artemisia absinthium. E' scientificamente provato in effetti, che assunto in dosi elevate può portare a crisi epilettiche, delirium tremens e addirittura alla morte. In realtà le quantità di tujone necessarie per un'intossicazione, sono pari a 80-100 gr, una quantità impossibile da assumere bevendo assenzio, che normalmente non può contenerne più di 30-40 mg/kg. Basti pensare, facendo un breve calcolo, che bisognerebbe assumerne circa 100 litri per avere dei seri problemi, ma a quel punto il tujone sarebbe il male minore! Un assenzio ben fatto, deve essere distillato e gran parte della sostanza incriminata, che non si è persa in fase di essiccazione dell'artemisia absinthium (essendo una sostanza volatile), si perde tagliando la testa del distillato. Insomma il mito del tujone è da sfatare! Le argomentazioni dell'epoca, che portarono alla messa al bando della bevanda, facevano riferimento anche ad altre due sostanze: anetolo e fenitolo, entrambi tossici, ma assolti perché presenti in comunissime piante di uso quotidiano come il prezzemolo, l'alloro, il rosmarino, ecc…. Il tujone, al contrario, era esclusiva di assenzio, vermouth e genepì, che non vennero tuttavia mai incriminati. Va detto che questi studi scientifici furono finanziati, all'inizio del XX secolo, proprio dai governi che volevano mettere il distillato al bando. Anche gli anni '70 hanno contribuito alla pessima fama di questa sostanza, paragonandone i suoi effetti a quelli di sostanze stupefacenti come la cannabis, solo perché le due molecole avevano una disposizione molto simile. Un noto chimico e biologo americano, Ted Breaux, ha passato gli ultimi 11 anni a studiare l'assenzio per capire se veramente fosse quel veleno che le leggende narrano. Prelevando con una siringa l'assenzio da antiche bottiglie del XIX secolo, le analizzò. Gli esiti furono sorprendenti: gran parte degli assenzi storici, sarebbe tuttora legale. La Francia, solo con una legge del 1988, ha chiarito che il divieto riguarda le bevande non conformi alle regolamentazioni dell' Unione europea rispetto al contenuto di tujone, o quelle che sono chiamate esplicitamente "assenzio". In Italia, vigeva un pesante divieto di distribuzione e di consumo, stabilito nel 1931 dal regime fascista. Con le direttive 88/388/CEE e 91/71/CEE il Consiglio e la Commissione europea hanno tolto all'assenzio la condizione d'illegalità, permettendo così ai vari Stati membri di adottare normative che riportassero tale liquore nel libero commercio. I Paesi Bassi nel luglio 2004 videro il ritorno alla legalità di questo distillato, proibito con una legge del 1909. Spagna e Portogallo non lo proibirono mai. Il Regno Unito pur non avendolo ufficialmente vietato, ne rivide la vendita dopo quasi un secolo, nel 1990. Gli Stati Uniti d'America lo vietano con questa legge: "L'importazione di Assenzio o altro tipo di liquore contenente Artemisia absinthium è proibita". Un falso assenzio chiamato Absente, viene legalmente venduto. In Svizzera, nel 1907 il divieto fu addirittura scritto nella costituzione, per iniziativa popolare. Revocata la legge, l'assenzio tornò alla legalità il 1° marzo 2005.

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